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Agricoltura: Musumeci corresponsabile del suicidio del comparto?
Il Presidente: “ci aspettavamo un Presidente semplicemente più consapevole e capace di mediare sopra le parti”.
“Musumeci dalla parte dello sciopero e del blocco degli autotrasportatori?” Il Distretto Orticolo del Sud-Est Sicilia, che conta 100 imprese e 3500 addetti, condanna fermamente la protesta al casello di San Gregorio.
I soci commentano al unisono: “Non è un gioco, ma la triste realtà
Agli agricoltori siciliani non mancavano di certo le crisi: la pandemia, l’aumento dei costi e l’instabilità internazionale.
Ora, però, devono subire anche quella che definiamo senza mezzi termini una follia istituzionale. Una politica che disconosce le esigenze basilari del nostro comparto.”
“Il prodotto fresco è deperibile in 2/3 giorni. Serve velocità, non il boicottaggio delle produzioni. Un bambino delle elementari lo capirebbe”
“Ci aspettavamo” – continua la nota del DOSES – “un Presidente semplicemente più consapevole e capace di mediare sopra le parti; che magari fosse andato nel luogo della protesta a calmierare gli animi, e pertanto a far capire che tale modalità danneggia soltanto noi Siciliani. La Gdo troverà come rifornirsi altrove (anzi abbiamo fatto un favore agli Spagnoli e ai Marocchini), ma i debiti rimarranno ai siciliani.
Capiamo il disagio del settore degli autotrasportatori poiché nel nostro distretto è presente anche tale filiera, ma non possiamo condividere le modalità della protesta. Non è la guerra tra poveri che risolverà l’economia nostrana, ma la conciliazione e finalmente la sottoscrizione di intese e protocolli con chiare garanzie della Regione Siciliana e del Ministero.
La memoria ci ricorda che i fallimenti della storia del Sud sono legati all’incompetenza, all’inconsistenza delle azioni di monitoraggio e di analisi dei processi, nonché al dialogo infruttuoso: abbiamo il timore che questa manifestazione di crisi sia solo una delle prime di questo 2022 nel mondo agroalimentare e pertanto chiediamo immediatamente oltre che la fine della protesta, un piano preventivo di ricaduta positiva nel territorio.
Non prendiamoci in giro: stiamo attraversando un periodo difficilissimo e dobbiamo essere pronti a gestire eventuali malumori, ulteriori e nefaste oscillazioni di prezzo, nonché gli effetti dell’inflazione”.
Gli associati del DOSES condividono il malessere ma chiedono l’intervento di politici e prefetture. È vitale fermare una protesta male organizzata e sostenuta dalla Regione, che sta boicottando la sopravvivenza di migliaia di aziende.
““Affamare il comparto agroalimentare significa rischiare l’instabilità sociale”, concludono gli imprenditori. “Chiediamo solo responsabilità per tutelare i nostri dipendenti”.
Il Presidente
Dott. Antonio Cassarino