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Presentato l’Osservatorio DOSES 2025: crescita economica, investimenti in sostenibilità e nuove sfide per il comparto ortofrutticolo siciliano

Ragusa, 27/12/2025 – Il DOSES (Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia) ha pubblicato i risultati dell’Osservatorio DOSES 2025. L’indagine, realizzata su campione di cento imprese aderenti al Distretto, illustra gli sviluppi strutturali, produttivi ed economici del comparto, delineando le sfide e le prospettive future delle aziende ortofrutticole del Sud-Est Sicilia.

Oltre 450 milioni di fatturato con il 62% delle imprese in crescita

Con un fatturato aggregato di oltre 450 milioni di euro e il 62% delle aziende in crescita, il DOSES si conferma come uno dei principali attori nel panorama ortofrutticolo del Mezzogiorno. Le imprese associate, circa 170, di cui quasi la metà nate dopo il 2010, si distribuiscono su cinque province siciliane, con una forte concentrazione nella provincia di Ragusa, che ospita il 70% delle aziende.

Il DOSES sta progredendo verso una sempre maggiore verticalizzazione della filiera. A testimoniarlo, il fatto che il 41% delle imprese impegnate nella produzione primaria ha ampliato la propria attività includendo attività di confezionamento, trasformazione e commercializzazione, dimostrando un orientamento verso un controllo più completo dell’intero ciclo produttivo.

Il 57% della superficie coltivata è dedicato all’orticultura. Si fanno avanti pratiche agricole alternative

L’area coltivata dalle imprese del Distretto supera i 3.000 ettari, con una distribuzione equilibrata tra coltivazioni in serra (1.582 ettari) e pieno campo (1.439 ettari), a sottolineare l’approccio diversificato e mirato alla qualità. La prevalenza dell’orticoltura è evidente, con il 57% della superficie dedicato a coltivazioni di pomodori, melanzane, zucchine, carote e patate, mentre il 37% è occupato dalla frutticoltura, con prodotti come uva da tavola, angurie, meloni, agrumi, olive e mandorle, che garantiscono una diversificazione stagionale delle produzioni. Accanto alla coltivazione tradizionale, che resta dominante (71%), cresce l’adozione di pratiche agricole alternative: il 17% delle aziende ha scelto l’agricoltura biologica, mentre il 12% ha adottato coltivazioni fuori suolo, rispondendo così alla crescente domanda di soluzioni più sostenibili e innovative.

Il 52% delle imprese ha adottato energie rinnovabili, mentre il 66% dichiara di avere ridotto l’uso di prodotti fitosanitari

 

L’Osservatorio rivela l’impegno delle imprese verso l’adozione di soluzioni sempre più orientate alla sostenibilità ambientale, con significativi investimenti in innovazioni tecnologiche. Il 52% delle aziende dichiara di aver integrato sistemi di energia rinnovabile, segnando un passo importante verso modelli produttivi a minor impatto ambientale. Altri investimenti si concentrano sull’efficienza delle risorse: il 43% delle aziende utilizza sensori ambientali abbinati a sistemi di irrigazione di precisione, mentre il 28% ha implementato il riutilizzo delle acque piovane, contribuendo così a un risparmio idrico e a una gestione più razionale delle risorse naturali.

L’adozione di pratiche più ecologiche si riflette anche nelle scelte agricole: il 66% dichiara di aver ridotto sensibilmente l’uso di fitofarmaci, grazie all’introduzione di strategia integrate, come il monitoraggio dell’umidità del suolo e l’uso di lotta biologica integrata.

Futuro incerto per il 51% delle imprese: climate change e innovazione tecnologica i fattori chiave

 

L’analisi degli scenari futuri per il comparto ortofrutticolo evidenzia un panorama caratterizzato da una diffusa incertezza rispetto al futuro del settore. Circa il 51% delle imprese si dichiara incerto sull’andamento del comprato, il 45% mantiene una visione positiva e il restante 4% esprime una visione negativa. Gli operatori del DOSES vedono nei cambiamenti climatici il principale fattore di trasformazione, con il 56% degli imprenditori che considera questo elemento come centrale nelle strategie aziendali. L’innovazione tecnologica, con il 49% delle aziende, è riconosciuta come un fattore chiave per mantenere la competitività, mentre la riduzione della disponibilità di prodotti fitosanitari (45%) richiede un ripensamento delle strategie di difesa delle colture. Un quarto delle imprese, segnala come rilevanti le trasformazioni nelle politiche agricole (26%) e l’evoluzione dei consumi (27%), che riflette i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, sempre più orientati verso qualità, tracciabilità e sostenibilità. Altri fattori di cambiamento sono il ricambio generazionale (19%) e le difficoltà nell’accesso ai mercati (12%), che pongono sfide strutturali al sistema distrettuale.

Dall’analisi degli scenari futuri, emergono poi alcuni elementi percepiti come “fattori critici” dagli operatori del settore. Tra questi, l’insufficiente supporto istituzionale emerge come una delle principali problematiche, seguito dalla necessità di strategie più efficaci per la valorizzazione e promozione dei prodotti siciliani. Le infrastrutture logistiche, ritenute inefficaci, rappresentano un ulteriore limite all’efficienza operativa e competitività. Infine, la gestione delle risorse idriche, insieme alla formazione e aggiornamento tecnico, richiedono, secondo le imprese, interventi mirati per migliorare l’accesso alle competenze necessarie per adottare tecnologie innovative.

«Ciò che emerge dall’Osservatorio 2025 è la conferma che il modello distrettuale continua a rappresentare uno strumento indispensabile per affrontare la complessità dei mercati. – dichiara Antonino Di Paola, Presidente del DOSES – La capacità di tenuta e crescita registrata nel biennio precedente deriva dalla forza di un sistema che sa fare rete, condividere risorse e strategie. La sfida davanti a noi è duplice: consolidare l’integrazione di filiera che molte imprese stanno costruendo e rafforzare il presidio dei mercati esteri mantenendo il radicamento su quello interno. Il territorio del Sud-Est ha dimostrato un’imprenditorialità dinamica e resiliente, ma il futuro richiede un salto di qualità sul piano infrastrutturale e logistico.»

«L’Osservatorio fotografa una filiera in transizione che sta metabolizzando cambiamenti profondi. La riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari, l’adozione di pratiche sostenibili, l’investimento in energie rinnovabili e agricoltura di precisione sono risposte necessarie a un contesto che cambia rapidamente. – dichiara Gianni Polizzi, Direttore del DOSES –  I cambiamenti climatici sono una realtà quotidiana e le imprese lo hanno compreso. L’incertezza sul futuro espressa da oltre metà delle aziende non è rassegnazione, ma consapevolezza che servono strumenti nuovi per gestire scenari inediti. La risposta del Distretto va in questa direzione, attraverso formazione tecnica, trasferimento tecnologico e soluzioni che permettano alle piccole e medie imprese di accedere a innovazioni altrimenti fuori portata.»

Scarica l’Osservatorio Doses 2025

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